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martedì 5 maggio 2020

1984 di George Orwell






1984      George Orwell

fonte WIKIPEDIA

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 la Terra è divisa in tre grandi potenze totalitarieOceaniaEurasia ed Estasia, impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società. In Oceania, la sede dei vari ministeri (Ministero della Pace, che presiede alla guerra, dell'Amore, che presiede alla sicurezza, della Verità, che presiede alla propaganda e al revisionismo storico, e dell'Abbondanza, che presiede all'economia) è Londra, facente parte della provincia di Pista Uno.
La società è amministrata secondo i principi del Socing (nell'originale inglese, "IngSoc"), il Partito Socialista Inglese, ed è governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello (dall'inglese "Big Brother" che letteralmente significa "Fratello maggiore"[2], successivamente italianizzato in "Grande Fratello"), un personaggio che nessuno ha mai visto di persona (ma che appare in manifesti affissi dappertutto) e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la sua descrizione fisica ricorda Josif StalinAdolf Hitler e Lord Kitchener). Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell'Unione Sovietica di Stalin e della Germania preconizzata dai nazisti[3].
Il potere è nelle mani di un partito unico, detto semplicemente il Partito, a sua volta diviso in Partito Interno (che comprende leader e amministratori) e Partito Esterno (formato da burocrati, impiegati e funzionari subalterni). I suoi occhi sono i teleschermi, televisori forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing, che i membri del Partito Esterno non possono spegnere, ma di cui al massimo possono attenuare il volume dell'audio. Questi televisori-telecamere, presenti ovunque, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, spiano la vita di qualunque membro del Socing, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy: in questo modo, il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all'ortodossia del Partito. Tale meccanismo di osservazione è portato avanti continuamente, e su ogni singolo membro del Partito.
Il Partito è governato dal Minamor ("Miniluv"), ovvero il Ministero dell'Amore, la cui funzione è di controllare i membri del partito e di convertire i dissidenti alla sua ideologia, ed è dotato di una polizia politica, la psicopolizia (in inglese, "Thought Police"), che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia e di deviazionismo. Al di sotto del partito unico stanno i Prolet[4], che non hanno alcun potere né privilegio, svolgono i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza, ma hanno il vantaggio di non essere controllati se non in modo indiretto, tramite la tecnica del Panem et circenses.
Colui che viene presentato come il capo dei dissidenti, Emmanuel Goldstein, è ritratto nei manifesti propagandistici con lineamenti ebraici e barbetta caprina, e diventa il catalizzatore della rabbia degli oceaniani, cui anche il sesso viene "fortemente disincentivato" esattamente come il libero pensiero, tanto che per gli iscritti al partito unico mettere al mondo figli diventa "il nostro dovere verso il Partito", e la famiglia stessa diventa un mero strumento di controllo, tant'è che i bambini vengono incoraggiati a osservare i genitori e a riferire al governo ogni loro possibile comportamento ostile al Partito.
Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti di propaganda che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia Il Grande Fratello ti guarda, e gli slogan del partito: «la guerra è pace»«la libertà è schiavitù»«l'ignoranza è forza». Ogni aspetto della vita quotidiana è rigorosamente separato per classi: mentre i membri del Partito interno risiedono in moderni e confortevoli edifici avendo a disposizione persino della servitù, quelli del Partito esterno vivono in fatiscenti palazzoni alveare nella città nuova, i Prolet (il proletariato), poi, vivono in tuguri nella città vecchia.
L'unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bispensiero ("Doublethink"), ispirato al materialismo dialettico leninista. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
La lingua che si parla in Oceania va trasformandosi conseguentemente in Neolingua ("Newspeak"), un nuovo linguaggio in cui sono ammessi solo termini con un significato preciso e privo di possibili sfumature eterodosse, in modo che riducendone il significato ai concetti più elementari si renda impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l'utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite (come ad esempio "democrazia") nell'unico termine "psicoreato": in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento "proibito". I semplici concetti che renderebbero discutibile l'operato del Partito diventano inesprimibili. La stessa parola "psicoreato" va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario del Grande Fratello.
Le scienze umanistiche sono state modificate nel loro contenuto e scopo: i contenuti di libri, giornali, film e documenti vengono riscritti continuamente, espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing: tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al Partito; ci si aspetta dai membri del Socing e dai Prolet che vi si adeguino, cancellando la memoria dei fatti indesiderati e sostituendoli coi fatti che il Partito vuole che si ricordino.
Così, per esempio, se si ribaltano i fronti e l'Eurasia diventa improvvisamente alleata dopo esservi stati in guerra fino a un momento prima, nessuno deve rilevarne la contraddizione e portare memoria della precedente ostilità, per cui diverrà vero che l'Eurasia è sempre stata alleata dell'Oceania e che non vi è mai stata inimicizia tra i due stati. Tutto viene descritto come una vittoria o un miglioramento: quella che il giorno prima viene riferita come una riduzione (ad esempio di derrate alimentari), il giorno dopo viene riportata nei documenti come un aumento.
Anche l'ultima possibilità di produrre letteratura, ossia la scrittura a mano, è stata abolita: poesie, canzoni e romanzi vengono realizzati automaticamente da complessi macchinari elettromeccanici detti versificatori, in base a schemi predefiniti; anche gli articoli di giornale che Winston "corregge" sono riscritti tramite un apparato, detto parlascrivi, in grado di produrre testo sotto dettatura.
Dovunque sono presenti i cosiddetti buchi della memoria, nei quali tutti i membri del Partito sono invitati a gettare i documenti "non aggiornati", di fatto non ancora riscritti secondo la verità del momento, per avviarli teoricamente alla distruzione. Tra le tante attività vietate rientra quella di tenere un diario, perché non sarebbe aggiornabile dal governo e quindi potenzialmente pericoloso per la "verità".

mercoledì 22 aprile 2020

nuova lettura dopo molto tempo LA BOTTEGA DELL'ANTIQUARIO



La bottega dell'antiquario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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La bottega dell'antiquario (titolo originale The Old Curiosity Shop) è il quarto romanzo scritto e pubblicato da Charles Dickens, uscito per la prima volta a puntate su rivista tra il 1840-41 e subito dopo in volume.
La storia tratta della giovane Nell, che vive sola col nonno materno - il cui nome non viene mai rivelato - in una vecchia casa di Londra chiamata The Old Curiosity Shop perché al piano terra ha un negozio pieno d'oggetti d'antiquariato. A seguito di tutta una serie di debiti contratti al gioco, il vecchio è costretto nottetempo a fuggire accompagnato dalla piccola orfana Nell

eccomi con una nuova lettura
vi saprò dire se mi è piaciuto o meno
a presto



domenica 5 agosto 2018

mercoledì 1 novembre 2017

L'ABAZIA DEI CENTO DELITTI




L'ABAZIA DEI CENTO DELITTI
Autore Marcello Simoni
ed.Newton Compton



Ferrara, 1347. Il cavaliere Maynard de Rocheblanche sta indagando 
sulla truce morte del monaco Facio di Malaspina, collegata 
alla ricerca del leggendario Lapis exilii
Per far luce sulla vicenda, Maynard deve accedere alla 
corte estense e guadagnarsi la fiducia del 
marchese Obizzo, signore di Ferrara. 
Intanto, nella vicina abbazia di Pomposa, l’abate Andrea
 assiste impotente alla fuga del suo protetto, il giovane
 miniaturista Gualtiero de’ Bruni, diretto 
ad Avignone con la speranza di ritrovare la madre. 
Ma l’inaspettato dilagare della peste nera sovverte i
 piani di tutti, in particolare quelli di Maynard, che 
si vede costretto ad affidare i segreti della 
sua indagine a qualcun altro… 
Il custode prescelto saprà salvaguardare il mistero 
del Lapis exilii e proteggerlo dalle brame
 di chi vuole scoprire ciò 
che deve rimanere nascosto?







giovedì 28 settembre 2017

AMRITA



AMRITA
romanzo
autore Banana Yoshimoto
Ed. Feltrinelli

¿¿%#@#??

La famiglia di Sakumi è piuttosto insolita: ne fanno parte la madre, 
con il suo compagno molto più giovane, 
il fratellastro undicenne Yoshio, una cugina e un'amica. 
Su questa famiglia "allargata" pesa il ricordo ancora
 vivo della tragedia di Mayu,
 la sorella minore di Sakumi morta in un incidente stradale. 
Con lei Sakumi intrattiene un muto dialogo, 
che costituisce uno dei molti fili della narrazione. 
A questo si affiancano e con questo si intrecciano tanti destini, 
che l'autrice scava, indagando percezioni del reale 
diverse da quelle usuali e sprofondando nei labirinti
 della mente - come nel caso di Sakumi 
che ha temporaneamente perso la memoria dopo un colpo
 preso alla testa - e nelle alterazioni della coscienza - come quelle di Yoshio, dotato di straordinari poteri psichici. 
Tale scoperta del mistero e della profondità
 consente a Banana Yoshimoto di illuminare 
in modo sottile la dimensione magica dell'esistenza e 
insieme di ampliare i confini delle sue tematiche abituali - amore, amicizia, morte, solitudine - senza perdere però la freschezza, la grazia e la leggerezza di uno stile che parla direttamente al cuore.




buona lettura

giovedì 9 marzo 2017

La leggenda di Eco e Narciso


Da https://www.riflessioni.it/miti-leggende-fiabe/leggenda-eco-narciso.htm




La leggenda di Eco e Narciso


Nell'antica Grecia, in un giorno lontanissimo, Cefiso, il dio delle acque, rapì la ninfa Liriope. Si amarono teneramente e dalla loro unione nacque un figlio che fu chiamato Narciso. 

Gli anni passarono e Narciso divenne un ragazzo meraviglioso. 

Liriope volle salvaguardare la bellezza del giovinetto; si recò perciò dall'astrologo Tiresia che, dopo aver consultato l'oracolo, le disse:

- Narciso vivrà molto a lungo e la sua bellezza non si offuscherà. Ma il giovinetto non dovrà più vedere il suo volto.
La profezia di Tiresia si avverò: Narciso restò per sempre adolescente, mantenendo intatta la sua bellezza che svegliava i più teneri sentimenti nelle ninfe che l'avvicinavano.
Ma lo splendido ragazzo sfuggiva il mondo e l'amore e preferiva trascorrere il tempo passeggiando da solo nelle foreste sul suo cavallo oppure andando a caccia di animali selvatici.
Un giorno, mentre cacciava, sentì rimbalzare tra le gole della montagna una voce che si esprimeva in canti e risate. Era Eco, la più incantevole e spensierata ninfa della montagna che, al solo vederlo, s'innamorò perdutamente di lui. Ma Narciso era tanto fiero e superbo della propria bellezza, che gli pareva cosa di troppo poco conto occuparsi di una semplice ninfa. Non così era per Eco che da quel giorno seguì il giovinetto ovunque andasse, accontentandosi di guardarlo da lontano. L'amore e il dolore la consumarono: a poco a poco il sangue le si sciolse nelle vene, il viso le divenne bianco come neve e, in breve, il corpo della splendida fanciulla divenne trasparente al punto che non proiettava più ombra sul suolo.
Affranta dal dolore si rinchiuse in una caverna profonda ai piedi della montagna, dove Narciso era solito andare a cacciare. E lì con la sua bella voce armoniosa continuò a invocare per giorni e notti il suo amato. Inutilmente perché Narciso, che pur udiva l'angoscioso richiamo, non venne mai.
Della ninfa rimasero solo le ossa e la voce. Le ossa presero la forma stessa della cava roccia ove il suo corpo era rannicchiato e la voce visse eterna nella montagna solitaria. Da allora essa risponde accorata ai viandanti che chiamano. Ma è fioca e lontana e ripete perciò solo l'ultima sillaba delle loro parole: ha perduto la sua forza invocando Narciso, il crudele cacciatore che non volle ascoltarla.
Narciso non ne fu affatto addolorato e continuò la sua vita appartata. Fu allora che intervennero gli dei per punire tanta ingratitudine.
Un giorno, mentre il superbo giovinetto si bagnava in un fiume, vide per la prima volta riflessa nell'acqua limpida l'immagine del suo viso. Se ne innamorò perdutamente e per questa ragione tornava di continuo sulle rive del fiume ad ammirare quella fredda figura. Ma ogni volta che tendeva la mano nel tentativo di afferrarla, la superficie dell'acqua s'increspava, ondeggiava e l'immagine spariva.
Una mattina, per vederla meglio, si sporse di più e di più finché perse l'equilibrio cadendo nelle acque, che si rinchiusero per sempre sopra di lui. Il suo corpo fu trasformato in un fiore di colore giallo dall'intenso profumo, che prese il nome di Narciso.



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